Risolto il giallo di Lu Fraili

San Teodoro: ho ucciso io Erika

Le indagini condotte dai RIS e dai carabinieri delle compagnie di Nuoro e Siniscola, hanno da subito dubitato della versione fornita dal giovane ed escluso la presenza di terze persone all’interno della villetta di San Teodoro. Il Procuratore di Nuoro Andrea Garau, titolare dell’ indagine, non ha ugualmente mai dato credito a questa versione, propendendo per un delitto passionale compiuto in ambito domestico, difatti Dimitri Fricano era l’unico sospettato iscritto nel registro degli indagati.

San Teodoro: omicidio volontario, con questa accusa si trova da ieri nel carcere di Biella Dimitri Fricano 30 anni, commesso in un negozio di scarpe, dopo aver confessato l’ omicidio della fidanzata Erika Preti, 28 anni ed anche lei commessa in un centro commerciale. L’ uomo ha sostenuto per oltre un mese la versione secondo cui la mattina del 12 giugno Erika sarebbe stata uccisa da un ladro che li aveva aggrediti dentro la villetta a Lu Fraili, dove i 2 stavano trascorrendo alcuni giorni di vacanza. Ieri la svolta e la confessione del giovane biellese. Quella domenica mattina, verso le 11.00, Erika era intenta a preparare i panini prima di andare ad affittare il gommone con cui avevano previsto di fare una gita per andare a Tavolara. Ha rimproverato Dimitri per le troppe briciole lasciate sul tavolo e per terra, lui ha reagito insultandola ed è scoppiata una lite. Erika, forse per difendersi, avrebbe inferto al fidanzato un colpo al capo con un fermacarte in pietra presente sul tavolo, procurandogli una ferita al volto sopra l’occhio destro. L’ uomo, in preda all’ira per la lite e forse ulteriormente esasperato dal desiderio della donna di porre fine alla loro decennale relazione, ha impugnato il coltello e le ha inferto alcune coltellate alla gola uccidendola. Ha poi chiesto aiuto ai vicini, accorsi per capire il motivo delle urla che avevano udito nei minuti precedenti. Le indagini condotte dai RIS e dai carabinieri delle compagnie di Nuoro e Siniscola, hanno da subito dubitato della versione fornita dal giovane ed escluso la presenza di terze persone all’interno della villetta di San Teodoro. Il Procuratore di Nuoro Andrea Garau, titolare dell’ indagine, non ha ugualmente mai dato credito a questa versione, propendendo per un delitto passionale compiuto in ambito domestico, difatti Dimitri Fricano era l’unico sospettato iscritto nel registro degli indagati. L’ autopsia eseguita nel laboratorio di medicina legale di Nuoro dall’ anatomopatologo Vindice Mingioni, aveva addebitato ai 2 fendenti alla gola la causa della morte di Erika, che venne poi cremata, come da suo desiderio, e le cui ceneri vennero riportate a Biella dai familiari. Fricano, ricoverato all’ospedale San Giovanni Paolo II di Olbia, venne curato per le ferite e dimesso dopo 15 giorni perché facesse rientro a Biella. In queste settimane mentre proseguivano a ritmo serrato le indagini in Sardegna, gli avvocati dell’uomo: Alessandra Guarini e Roberto Onida, sono ricorsi all’aiuto di un team di esperti capitanati dal comandante del RIS Nazionale, l’ ex generale dei carabinieri Luciano Garofano. Proprio la conclusione dei rilievi e delle analisi del team ha definitivamente incastrato Fricano; dinamiche, geometrie, tracce e segnali all’interno dell’ abitazione, sui ragazzi ( lo stesso Fricano era stato visitato dal dott. Mingioni per inquadrare la tipologia di sue ferite e capire se erano compatibili con la versione dei fatti che lui forniva), sugli indumenti e sulle suppellettili, escludeva la presenza di terze persone sul luogo del delitto ed indicava il trentenne come unico possibile esecutore del delitto. A quel punto l’ unica strada che rimaneva a Dimitri Fricano era confessare il delitto che aveva sempre cercato di respingere e forse negare anche a se stesso. Si è presentato con i suoi legali attorno alle 17.30 in tribunale ed ha reso piena confessione al Procuratore della Repubblica di Biella Teresa Angela Camelio, al maresciallo dei carabinieri Tindaro Gullo e dopo la verbalizzazione Delle sue dichiarazioni è stato trasferito nel carcere piemontese in attesa della convalida del Gip e del possibile trasferimento nel carcere di Badu’ e Carros a Nuoro, per essere a disposizione del Procuratore Andrea Garau.
Esterrefatti ma non troppo sorpresi i vicini della coppia a San Teodoro. Tutti fin da subito supponevano si trattasse di una lite finita nel sangue, sebbene concordi nel definirli una coppia tranquilla e serena, nelle occasioni in cui erano stati incontrati da diverse persone in giro o negli esercizi commerciali nei dintorni. Gli amici della coppia che li ospitavano in Sardegna li hanno descritti come affiatati ed uniti, una coppia affiatata e normalissima con 10 anni di intensa relazione. In un primo momento il padrone della casa, che già in passato li aveva avuto come ospiti, aveva ipotizzato la reale possibilità che si trattasse di una rapina, poiché pareva mancassero dall’abitazione denaro ed un orologio Rolex. Possibilità ovviamente smentita poi dalle indagini. “ Ero certa fosse stato lui - dichiara una donna di passaggio nei pressi della villetta teatro del delitto - questo è un posto tranquillissimo, era assurdo pensare ad una rapina fatta qui e poi in pieno giorno. Mi viene la pelle d’ oca al pensiero di questa ragazza giovane e solare ammazzata da chi magari diceva di amarla e ha provato persino a farla franca. Ed è tristissimo pensare a quei panini, causa di questa morte incredibile che sono ammuffiti sul tavolo mentre lei è morta.”

di SONIA DEIANA

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