Incidente sul lavoro

Nuoro: giovane di origini barbaricine in gravissime condizioni

L'ingresso dell'azienda dove è avvenuto l'incidente
L'ingresso dell'azienda dove è avvenuto l'incidente
" C'è bisogno di sangue A positivo ZERO positivo per mio nipote Gianluca Menichino in seguito ad un incidente lavorativo, sta lottando . Ora in sala rianimazione all'ospedale di Terni. Chi è fuori regione Umbria può donare a Terni (oppure Narni, Amelia, Orvieto) La referente è Pira Maria Teresa 3331103013 . Aiutateci."

Orune: tutto il paese è pesantemente scosso ed in ansia per l'incidente sul lavoro occorso a Terni al giovane Gianluca Menichino, operaio del reparto Pix 1 dell’acciaieria di Terni, 35 anni non ancora compiuti. Gianluca ha origini barbaricine poichè la madre è di Orune. Il ragazzo è stato investito da un coil di acciaio di oltre 20 tonnellate ed è rimasto incastrato tra il rotolo e la scala che conduce alla cabina di comando alle 14.30 di lunedì. È stato operato dall’ équipe di Neurochirurgia, per una decompressione cranica, e dai chirurghi vascolari e ortopedici, si trova ricoverato all’ospedale Santa Maria di Terni, in Rianimazione e le sue condizioni restano gravissime soprattutto per via del forte trauma cranico facciale riportato nell'incidente. Gli altri danni che si valuteranno riguardano eventuali danni permanenti a livello cerebrale e la possibilità che il ragazzo possa perdere un avambraccio ed un occhio, seriamente compromessi nell'incidente. Di base però si attendono miglioramenti del quadro clinico dati dal fisico forte e dalla fibra coriacea visto che gli stessi medici hanno commentato che "lotta come un leone"; commenti che aprono grandi spiragli di speranza che possa aver salva la vita. Oltre a tantissimi messaggi di solidarietà, sui social e su ogni canale mediatico, è anche partita la richiesta di donazione del sangue di cui riportiamo integralmente il testo per poter aiutare il ragazzo.

" C'è bisogno di sangue A positivo ZERO positivo per mio nipote Gianluca Menichino in seguito ad un incidente lavorativo, sta lottando . Ora in sala rianimazione all'ospedale di Terni. Chi è fuori regione Umbria può donare a Terni (oppure Narni, Amelia, Orvieto) La referente è Pira Maria Teresa 3331103013 . Aiutateci."

Proprio mentre a Nuoro oggi si discute di sicurezza sul lavoro in Prefettura, a Terni l'intero paese prega e si interroga su un evento così tragico. Dalla ricostruzione fornita dall’ azienda in un comunicato «l’operatore, con esperienza pluriennale era intento a rimuovere un rotolo dalla sezione di uscita della linea Lac2 con l’ausilio di un carroponte. Per cause da chiarire il rotolo sollevato si è mosso verso lo stesso operatore contrastandolo verso una passerella vicina». Sono state immediatamente avviate le indagini, coordinate dal magistrato dottor Tullio Cicoria che attualmente non escludono un " errore umano", si cerca di capire ad esempio perchè il giovane stesse operando sulla scale anzichè per terra. Dopo i soccorsi, allo stabilimento Tk-Ast è intervenuta la polizia, la polizia scientifica per i rilievi del caso, ed anche l’Usl e l’Ispettorato del lavoro. C' é stato persino uno sciopero sindacale ed un incontro tra i segretari delle sigle dei metalmeccanici.
«Alla fine è accaduto – commentano amareggiati dall’Usb ( Unione sindacale di base) – i risultati dei tempi di produzione ‘ottimizzati sono davanti a noi. Ecco a cosa porta il sentire sul collo il fiato dell’azienda. Questa fabbrica è al limite, manca personale: è difficilissimo prendere un solo giorno di ferie, il ricorso agli straordinari è prassi, l’azienda è diventata repressiva (soprattutto dopo la vittoria della vertenza del 2014), i tempi di produzione si sono ridotti moltissimo e gli operatori sono divenuti multitasking. L’Usb esprime vicinanza al lavoratore gravemente infortunato ed alla sua famiglia e comunica di aderire allo sciopero indetto dalla Rsu dell’Ast, con la speranza che da oggi in avanti ci sia più coraggio e determinazione da parte di tutti nelle azioni da mettere in campo per scongiurare simili e drammatici incidenti». Si terranno assemblee con scioperi di un'ora dal 13 al 21 luglio.
Anche il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, «Esprimiamo – dichiara Di Girolamo – solidarietà e vicinanza alla famiglia, agli affetti, ai colleghi di lavoro, agli amici del giovane operaio che è rimasto gravemente ferito durante il turno di lavoro all’interno degli stabilimenti della Tk-Ast. Ieri sera ci siamo recati all’ospedale Santa Maria per conoscere la situazione, abbiamo parlato a lungo con i medici del reparto di rianimazione intensiva che ci hanno spiegato dettagliatamente le condizioni del ragazzo, stiamo seguendo costantemente l’evolversi della situazione. Rincresce notare che, nonostante i progressi fatti nella cultura della prevenzione, nell’attuazione delle misure antinfortunistiche e i significativi investimenti in termini di sicurezza sul lavoro da parte dell’azienda di Terni, si sia verificato un incidente che lascia attoniti e angosciati. Questo episodio ci ricorda che non si è mai completamente al sicuro. Bisogna continuare a far sì che la cultura della sicurezza diventi sempre più l’elemento fondamentale nella attività produttiva, sia per l’azienda che per i singoli lavoratori. L’augurio - continua ancora il Sindaco - è che sia rapidamente ricostruita la dinamica della vicenda e che siano comprese eventuali criticità anche per dare un contributo agli stessi protocolli sulla sicurezza, per impedire che in futuro si ripetano incidenti del genere e che altri lavoratori debbano pagare un tributo simile».
Solidarietà, vicinanza e rabbia accomunano tutte le sigle politiche, dal PD ai Pentastellati, in particolare riassume la linea comune il consigliere regionale Emanuele Fiorini che ha commentato: «Conosco molto bene Gianluca in quanto abbiamo lavorato insieme proprio su quella linea per diversi anni. So bene come e in quali condizioni si lavora all’interno della fabbrica, conosco la mentalità dell’azienda che mette i profitti sopra a qualunque cosa, anche alla dignità umana. Le procedure standard, quando io lavoravo in Ast, prevedevano la presenza in contemporanea di un operatore e di un carropontista all’uscita della linea Lac2. Da qualche tempo a questa parte il sistema è cambiato a causa di logiche di risparmio dell’azienda e di riduzione del personale: l’operatore d’uscita, infatti, adesso deve svolgere anche la mansione di carropontista. Possiamo parlare quanto vogliamo di sicurezza, ma se manca il personale e se gli incarichi che dovrebbero essere svolti da due addetti vengono affidati ad un unico operatore, allora le chiacchiere stanno a zero».

di SONIA DEIANA

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