Cronaca

L'odissea del Ponte di Oloè

Ponte di Oloè sotto sequestro
Da 4 anni la Strada Provinciale 46 Oliena-Dorgali è inagibile. La situazione crea numerosi disagi alla popolazione

La chiusura del Ponte di Oloè, sulla strada provinciale 46 Oliena -Dorgali, continua a creare disagi, i cittadini sono stanchi. La storia del ponte va avanti da troppo tempo. Tutto ha inizio il 18 novembre 2013, quando, dopo una violenta alluvione il ponte, gravemente danneggiato, ha ceduto costando la vita all'agente Luca Tanzi. Dopo il tragico evento il ponte è stato chiuso per dare il via ai lavori. La SP 46 resta inagibile per ben 8 lunghi mesi creando numerosi disagi ai cittadini costretti a fare chilometri in più per raggiungere Nuoro e le zone limitrofe a Dorgali. Il ponte riapre ma a Gennaio scorso le nevicate e le piogge torrenziali hanno portato allo scoperto lo smottamento sensibile di una campata del ponte. La strada verrà chiusa nuovamente, il ponte è inagibile. Dopo i lavori di messa in sicurezza il 16 Febbraio, a seguito di un sopralluogo dei tecnici del genio civile, il ponte viene riaperto su ordinanza del commissario straordinario della provincia di Nuoro, Costantino Tidu. Nel provvedimento viene specificato che i mezzi che attraversano il ponte non devono superare il peso di 40 tonnellate e devono viaggiare ad una distanza di sicurezza di 70 metri. Il Ponte in realtà non è sicuro, il rischio di cedimenti persiste e il Gip di Nuoro, sotto richiesta della Procura, mette i sigilli al ponte che è nuovamente sotto sequestro. Intanto cresce la rabbia dei cittadini che si chiedono come mai nessuno è in grado di porre fine una volta per tutte a questa problematica, come mai tutti i lavori fatti sino ad oggi non sono serviti a risolvere definitivamente la situazione? I sigilli vengono violati più volte e le barriere all'ingresso del ponte vengono buttate giù. Il 26 giugno la sicurezza del ponte è stata affidata all'esercito. I cittadini non hanno notizie e il 3 luglio, il Comitato spontaneo di Oliena ha convocato un'assemblea popolare per fare il punto della situazione e promuovere eventuali forme di mobilitazione. Intanto sui social i cittadini mostrano tutto il loro disappunto verso chi, in questi anni, non è stato in grado di porre fine ad una problematica così grave.

di MARTINA MAINI

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