Prima volta in Italia

Spending Rewiev: il Comune di Nuoro pretende dallo Stato il rimborso delle somme tagliate

Il Comune di Nuoro
Il Sindaco Soddu: “Sono soldi dei cittadini nuoresi ed è giusto che tornino nelle casse del Comune"

Il Comune di Nuoro si ribella e pretende dallo Stato la restituzione delle somme tagliate con la Spending Review. E' la prima volta che in Italia si verifica un caso simile. Il Comune di Nuoro ha provveduto a completare l’ordinanza di ingiunzione mediante la quale si intimano, il ministero dell’interno e il ministero dell’economia, a restituire all'ente le somme indebitamente tagliate dal decreto legge 95 del 6 luglio 2013 (Spending Review) che decurtò i trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali. Il suddetto decreto è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza 129/2016 della Corte Costituzionale. Il provvedimento è conseguente alla delibera di giunta comunale numero 16 del 26 gennaio 2017 che autorizza il sindaco, quale rappresentante legale dell’ente, a presentare istanza al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero dell’Interno, per il rimborso delle entrate erariali illegittimamente decurtate per l’annualità 2013. La richiesta per ottenere il rimborso delle quote del fondo sperimentale di riequilibrio, è stata fatta dal Comune di Nuoro in data 3 febbraio, dopo 30 giorni senza risposte l’ente ha predisposto l’ordinanza di ingiunzione. Un vero e proprio atto di forza che non ha precedenti in tutta Italia, l’amministrazione del capoluogo barbaricino con questo provvedimento intima al governo centrale il pagamento delle somme dovute. “Sono soldi dei cittadini nuoresi ed è giusto che tornino nelle casse del Comune. Il provvedimento è ispirato dal principio costituzionale che mette gli organi dello stato, governo, regioni ed enti locali, sullo stesso piano e non subordinato all'altro – ha detto il sindaco Andrea Soddu – la nostra è un’azione doverosa nei confronti della nostra comunità, non possiamo chiedere al cittadino nuorese di essere ligio al dovere di contribuente se poi non adottiamo lo stesso principio con chi è in credito con il comune per grosse cifre.” "Dopo l’adozione della delibera, gli uffici si sono messi al lavoro per produrre la documentazione necessaria. Presenteremo le nostre richieste attraverso un provvedimento, l’ingiunzione, che ha la valenza di una cartella esattoriale, le stesse che lo stato invia al nostro ente e ai cittadini per ottenere con solerzia quanto dovuto. È il primo caso in Italia ma non si tratta di un salto nel vuoto. Stiamo semplicemente chiedendo al governo, con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, il rispetto di una sentenza della Corte Costituzionale”. L’ingiunzione è solo un primo passo: gli uffici sono infatti al lavoro per predisporre un analogo provvedimento per recuperare crediti in ordine alle spese di giustizia, limitatamente alle annualità i cui rendiconti siano stati vidimati e riconosciuti dal Ministero. Il Comune dunque alza la voce e punta dove nessuno era mai arrivato finora, respingendo al mittente le accuse dei giorni scorsi che parlavano di una linea troppo morbida nei confronti degli enti superiori. Una strategia nell'interesse della comunità che lascia da una parte gli inutili gesti dimostrativi, per produrre atti concreti a salvaguardia del benessere dei cittadini.

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